L'olivo e i suoi miti

Conosciamo due miti greci riferiti all'origine dell'olivo. Il grande poeta lirico Pindaro (518-ca/475 a.C.), nella sua Olimpica III canta la vittoria di Gerone, tiranno di Siracusa.

Riporta il mito secondo il quale l'olivo fu portato dall'eroe dorico Eracle dal paese degli Iperborei (più in là del vento Borea) fino al santuario di Olimpia, in Grecia. Questo stesso mito fu ripreso nel secolo II d.C. da Pausania nella sua Descrizione della Grecia.
Verso la fine della Repubblica, i commercianti romani dedicarono, a Delo, un tempio e una statua a Hercules Olivarius. Si credeva che la clava dell'eroe greco fosse fatta di legno d'olivo.
Il secondo mito greco attribuisce ad Atena, dea protettrice della città di Atene, la prima apparizione, l'invenzione dell'olivo e perfino la sua introduzione nell'Attica. L'olivo fu il regalo che la dea fece ad Atene affinché la città la riconoscesse come sovrana, poiché il dio del mare, Posidone, disputava ad Atena questa sovranità. I due dei offrirono all'Attica il miglior dono possibile: Posidone regalò un lago nell'acropoli, dove Atena fece spuntare un olivo. I dodici dei dell'Olimpo. eletti arbitri, preferirono l'olivo e concessero ad Atena la sovranità della città.
Per questa ragione la dea appare coronata di rami di olivo nelle monete attiche coniate dopo la vittoria greca sui persiani a Maratona.

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